I sogni li spendo per strada

 

Mario d’Amico, i poeti e i pittori anonimi del Trullo, una storia di borgata.

Il lavoro paziente del documentarista non è un impegno che viene riconosciuto nell’immediato, nella maggior parte dei casi è necessario che passi del tempo prima che il suo valore venga apprezzato.

Lavorare con i fatti del proprio tempo negli interstizi della società è qualcosa che si fa per coloro che dovranno venire.

Solo ponendo una buona distanza tra noi e gli accadimenti si può capire la natura di un tempo storico che consapevoli o meno ci ha visti protagonisti.

Il lavoro di Liliana Ranalletta, “ i sogni li spendo per strada”, è un lavoro fatto con pazienza e amore, decidendo di passare gran parte del proprio tempo a cercare storie, a tessere relazioni, a parlare con le persone.

Ed è, allo stesso tempo, uno di quei lavori che ci farà piacere risfogliare fra qualche anno, quando la sua lettura ci ricorderà dello spirito collettivo degli abitanti della borgata del Trullo e di come questo, nella sua più alta espressione, abbia avuto il potere di influire sul destino di qualcuno, di un giovane, o di un bimbo che di fronte alla realizzazione di un’opera o la lettura di una poesia scritta su un muro abbiano deciso di schierarsi dalla parte della bellezza, diventando protagonisti e testimoni di un passaggio che conduce da un’esistenza senza speranza ad una vita con un senso.

In questo racconto per immagini il protagonista Mario assieme ai Pittori Anonimi e ai Poeti Anonimi del Trullo ci insegnano a resistere, ad amare e ad apprezzare la borgata con i suoi abitanti e le loro mille storie.

( Grazie a Dario Coletti per questo documento)

Mario D’Amico,  anonymous poets and painters of Trullo, a story of township.

The documentary maker’s patient work is not a commitment  immediatly recongnized,  in most cases it  takes time for it to pass  so that value is appreciated.

Working with the facts of one’s time in the interstices of the Society,  is somethig you do for those will have to come.

Only by placing  a good distance between us and and the events is possible to understand the nature of a historical period, that aware or nor, saw us as protagonists.

The work of Liliana Ranalletta “I spend my dreams on the street”,  is made with patience and love, she decided to pass great part of her  time  looking for stories,  weaving relationships, talking to people.

It is, at the same time, one of those work we will be pleased to refogliate in a few years, when  it’s reading will remind us of the collective spirtis of the inhabitants of the Trullo township and how this, in it’s highest expression, had the power of influence the someone’s destiny.  Of a young or of a child, who  in front of the realizzation of a work or of  a reading of a written poetry on a wall,  have decided to take sides  whit the part of beauty,  becoming protagonist and witnesses of a passage that leads  from a hopeless existence to a life with a sense.

In this story by images, the protagonist Mario together with the Anonymous Painters and the Anonymous Poets of Trullo teach us to resist , to love and to appreciate the township with its inhabitants and their thousand stories.

(Thanks to Dario Coletti for this document)