Bottega Mortet

Bottega Mortet – Cesellatori (Aurelio) – Via dei Portoghesi,18

Bottega Mortet
Nel cortile di un noto palazzo romano, chiamato della Scimmia, si trova uno “storico” laboratorio di cesellatori di oro ed argento, unico per la varietà di lavori effettuati, conosciuti ormai in diverse parti del mondo. La Bottega Mortet è lì solo da circa quarant’anni ma la tradizione familiare risale al secolo scorso.
Il nonno Aurelio, originario della Coté d’or, lascia la Francia per arrivare a Firenze, poi a Roma nel 1890.
Dei suoi cinque figli solo Armando e Dante decidono di proseguire con l’attività di cesellatori nella città eterna realizzando magnifici lavori come la Spada della vittoria destinata a Vittorio Emanuele III, con l’elsa in oro cesellato, oppure le lampade per la tomba della regina Margherita.
In seguito il testimone fu raccolto dai figli di Dante: Aurelio e Virgilio, si ritrovano a lavorare nella nuova bottega di via dei Portoghesi 18.
Oggi Virgilio e Aurelio Mortet lavorano in luoghi diversi. Virgilio ha lasciato Roma da diversi anni per proseguire la sua attività con i figli Armando e Laura nello studio di Oriolo Romano. Aurelio è rimasto in via dei Portoghesi insieme ai figli Dante e Andrea e con loro Paolo, il nipote.
Negli anni ’60 e ’70 i Mortet realizzano opere importanti come la Penna d’Oro con cui Papa Giovanni XXIII firmò la Sua prima enciclica o la Croce Pettorale di Papa Paolo VI, in epoche più recenti stabiliscono un rapporto professionale e culturale con numerose Istituzioni italiane e internazionali e personalità di rilievo del mondo laico e religioso.
Bisogna ricordare anche la produzione di due busti in bronzo raffiguranti Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, realizzati appositamente per il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed esposti nello studio presidenziale in occasione del messaggio di fine anno del dicembre 2003.
I Mortet sono attivi da anni, in Italia e nel mondo, per la diffusione di nuove pratiche educative e per lo sviluppo di una didattica di eccellenza dedicata all’arte del cesello.
Collaborano da tempo con l’Istituto Italo Latino Americano, per la progettazione e l’allestimento di laboratori di Alto Artigianato, in centro e sud America, destinati all’insegnamento e all’apprendimento dell’arte dei metalli e dell’oreficeria.

Bottega Mortet
In the courtyard of a well-known Roman palace, called della Scimmia, there is a “historic” workshop of gold and silver engravers, unique for the variety of works carried out, now known in different parts of the world. La Bottega Mortet has only been there for about forty years but the family tradition dates back to the last century.
Grandfather Aurelio, a native of Coté d’or, leaves France to arrive in Florence, then in Rome in 1890.
Of his five children, only Armando and Dante decide to continue with the activity of chisellers in the eternal city, creating magnificent works such as the Sword of Victory destined for Vittorio Emanuele III, with the chiseled gold hilt, or the lamps for the queen’s tomb Daisy.
Later the baton was collected by Dante’s sons: Aurelio and Virgilio, they find themselves working in the new shop on Via dei Portoghesi 18.
Today Virgil and Aurelio Mortet work in different places. Virgilio left Rome for several years to continue his activity with his sons Armando and Laura in the Oriolo Romano studio – is a town near Bracciano. Aurelio remained in via dei Portoghesi with his sons Dante and Andrea and with them Paolo, his nephew.
In the 60s and 70s the Mortets created important works such as the Golden Pen with which Pope John XXIII signed his first encyclical or the Pectoral Cross of Pope Paul VI, in more recent times they establish a professional and cultural relationship with numerous institutions Italian and international and important personalities of the secular and religious world.
We must also mention the production of two bronze busts depicting Giuseppe Garibaldi and Giuseppe Mazzini, made specifically for the President of the Republic Carlo Azeglio Ciampi and exhibited in the presidential study on the occasion of the December 2003 end-of-year message.
The Mortets have been active for years, in Italy and in the world, for the diffusion of new educational practices and for the development of a didactic of excellence dedicated to the art of chisel.
They have been collaborating for some time with the Italo-Latin American Institute, for the design and construction of laboratories of High Artisans, in central and south America, destined for the teaching and learning of the art of metals and and jewelery